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HC trends 2016 - L'analisi di Deloitte sui cambiamenti HR

Il passaggio da una struttura piramidale e gerarchica ad una concentrica, fatta di community di persone che intervengono nei processi decisionali, è sempre più importante per il successo di un’azienda. È quello che emerge dal report Global Human Capital trends 2016 di Deloitte sulle principali sfide e tendenze della gestione delle risorse umane. L’indagine ha coinvolto 7.000 HR e business leader nel mondo e 130 paesi, con un focus specifico sull’Italia. Secondo Deloitte, società specializzata in servizi professionali alle imprese, nelle aziende italiane si verificheranno cambiamenti importanti che riguarderanno soprattutto l’introduzione di modelli organizzativi e piattaforme innovative delle risorse umane.

La gerarchia verticale lascerà il posto a organizzazioni orizzontali, dove i lavoratori non saranno più eterodiretti ma autodiretti: sempre meno attori passivi, soggetti alle direttive dei vertici, i lavoratori acquisiranno un ruolo attivo nelle scelte decisionali dell’azienda. La struttura rigida e cristallizzata lascerà il posto ad un’organizzazione più fluida nei compiti, nei ruoli e nelle relazioni. Se vogliamo, a questa maggiore libertà del dipendente corrisponderà una più ampia presa di coscienza del proprio apporto di valore in azienda e soprattutto una maggiore responsabilizzazione rispetto al lavoro da svolgere e agli obiettivi da conseguire, nonché una maturità lavorativa e psicologica. In quest’ottica, la valorizzazione del capitale umano rappresenterà un tassello importante nel processo di trasformazione delle aziende e i processi di valutazione del personale avverranno sempre di più sulla base delle competenze, capacità personali e risultati raggiunti, piuttosto che sul numero di ore trascorse dal dipendente in ufficio. La valutazione della performance sarà misurata in maniera trasparente con l’uso di strumenti interattivi ed innovativi e con maggior frequenza rispetto al passato. Un esempio dell’importanza della valorizzazione del capitale umano arriva dalla società Ernest & Young, la quale ha introdotto un nuovo metodo di valutazione del personale, non riconducibile a un giudizio numerico, ma a un report qualitativo, che compara ogni tre mesi i progressi del singolo con quelli del team, prevedendo, in caso di miglioramento, un premio di welfare, come ad esempio una shopping card.  

Il report di Deloitte rivela un’altra tendenza importante legata al fenomeno della digitalizzazione delle aziende: attraverso piattaforme digitali, servizi in cloud, mobile app, social network, sarà possibile monitorare tutti i processi HR, dalla fase di attraction dei talenti ai programmi di formazione. La digitalizzazione segna una svolta importante nella pianificazione della strategia dell’azienda, poiché le decisioni non si baseranno più sull’intuizione del singolo, su consuetudini, sul “si è sempre fatto così” o ancora peggio, sulle sensazioni di “pancia”, ma troveranno una loro spiegazione ed attuazione nel confronto con dati, statistiche e numeri. Le azioni saranno sostenute anche dagli analytics, cioè dall’analisi “scientifica” dei comportamenti, target e profilazione dei lavoratori.

Due sono le parole chiave che devono guidare la transizione secondo il report di Deloitte: l’agilità, intesa come velocità di cambiare e generare tante possibili ricombinazioni in modo semi-autonomo, e flessibilità come capacità di adeguarsi a nuovi scenari culturali, spazi e tempi. Per far questo è necessario introdurre in azienda il concetto di design driven innovation, ossia la necessità di ridisegnare l’azienda all’interno, ponendo al centro l’adozione di nuove tecnologie innovative, team di lavoro e nuove gerarchie di leadership.

Al timone del processo di cambiamento del paradigma culturale delle aziende vi è senz’altro l’HR, che dovrò ripensare al proprio ruolo, da gestore delle persone a gestore delle esperienze, intese come rapporto dinamico tra persone ed organizzazione.


Giada Baglietto
HR Consultant
www.fiorentemente.it

Fonte
http://www2.deloitte.com

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